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  Crisi, Marche 2° regione più colpita - notizia del 02/09/2009
 


INDAGINE DEL CENTRO STUDI DI MESTRE

Crisi, Marche 2^ regione più colpita Sindacati: "Nubi sul mondo del lavoro"

La ricerca, basata sull′andamento di Pil, export, Cig, reddito e transazioni immobiliari, fotografa la nostra economia in difficoltà, dietro solo a quella toscana. "Prevedevamo - dicono le rappresentanze sindacali - che i segnali di ripresa non si sarebbero tradotti in ricadute occupazionali immediate"

Ancona, 2 settembre 2009 - Nubi grige si addensano sul mondo del lavoro marchigiano che prova a rimettersi in moto dopo le ferie estive. L′estate in realtà, in molti settori industriali della nostra regione, sembra non essere mai arrivata, visti i problemi in cui versano tante delle maggiori aziende locali. Difficilissima la situazione nel Piceno con la Manuli che ha richiamato i dipendenti, senza però riaccendere la catena di montaggio, e la Novico alle prese con una tribolata amministrazione straordinaria.

Non va meglio nel resto delle Marche dove incombe la crisi della Antonio Merloni di Fabriano, del settore mobiliero di Pesaro fino al maceratese che vede nel comparto economico tolentinate la situazione più critica (acque agitate alla Poltrona Frau e alle Pelletterie 1907). Problemi stanno attraversando anche altre imprese di spicco come l′Aethra, Fincantieri e la Cnh.

E l′autunno ormai alle porte non sembra portare con sè grosse novità positive, nonostante gli annunci di una ripresa imminente che vengono da importanti organismi economici internazionali. Questo è il parere dei sindacati: "Eravamo sicuri - spiega il segretario della Cisl regionale Stefano Mastrovincenzo - che i segnali di ripresa non si sarebbero tradotti in ricadute occupazionali immediate".

Per Vincenzo Gentilucci, segretario del sindacato di categoria dei metalmeccanici Uilm, "i primi segnali non sono positivi" con un aumento della cassa integrazione e, dove si fanno, dei contratti di solidarietà, oltre alla percezione di "una difficoltà generalizzata". Se lo aspettava anche il segretario regionale della Cgil Gianni Venturi: al di là del momento, "siamo di fronte ad una crisi che per le Marche attraversa tutti i territori e tutti i settori. Un terremoto: sono a rischio non solo le aziende marginali o decotte, oppure le piccolissime imprese, ma anche le aziende leader, che hanno ‘tirato’ il modello di sviluppo marchigiano, e quelle piu’ innnovative".

E a confermare questi brutti presagi arriva un′indagine del Centro Studi Sintesi di Mestre che, studiando il Pil, l’export, la cassa integrazione, il reddito delle famiglie e le transazioni immobiliari, ha inserito le Marche al secondo posto dopo la Toscana tra le regioni più colpite dall’intensità della crisi. Come uscire da questa situazione? Secondo il segretario della Cgil regionale Venturi, serve una riflessione sulla tenuta complessiva del modello produttivo marchigiano, perché "dalla crisi si esce, ma bisogna vedere come e a che costo".

E′ importante dare prospettive di lavoro e di reddito, nonché utilizzare "al massimo tutti gli ammortizzatori sociali disponibili - conclude Venturi -, perché bisogna tenere tutti dentro per mantenere la coesione sociale". Dello stesso avviso anche la Cisl che chiede al Governo di rendere "operativi gli accordi di programma per il Fabrianese e per il Piceno e convochi un taviolo con Regioni e parti sociali per attivare iniziative a sostegno della ripresa e dei redditi".

Fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/pesaro/2009/09/02/225936-crisi_marche_regione_colpita.shtml